Mario Botta Architetto
La cupola, di forma tronco piramidale in acciaio e vetro che ne costituisce la copertura, caratterizza l?intera opera. Sono caratteristiche di questa struttura l?apertura in corrispondenza dell?anello centrale, in asse alla fontana, e l?assenza di una delle capriate radiali e quindi della copertura, in asse alla via di accesso alla piazza, in modo da consentire una transizione graduale dall?esterno, alla piazza coperta ed infine alle strutture espositive.1
Infatti in questo periodo si sono susseguite: una conferenza di Francesco Venezia ed una mostra su Franz Di salvo, frutto quest?ultima di anni di lavoro nei quali Pasquale Belfiore, della seconda universit? di Napoli, ? stato interessato in prima persona. L?ultima in ordine di tempo ? stata la conferenza di Mario Botta, a Palazzo Reale il 6 giugno, nella quale egli ha tra l?altro presentato il progetto di Pietrelcina.2
Essentially Modernist in approach, Mario Botta has been strongly influenced by both Carlo Scarpa and Louis Kahn. Although his later works increasingly accept existing forms and styles as the starting point of design, Botta still adheres to a philosophy of historical determinism in which architecture acts as a mirror of its times.3
In the U.S., Mario Botta is known for a single building: the San Francisco Museum of Modern Art, completed in 1995. A dozen years later, he’s breaking ground on his second U.S. project, the Bechtler Museum of Modern Art in Charlotte, North Carolina.4
Sono edifici belli, curiosi, addirittura un po’ folli che sanno stupire e che rappresentano uno dei grandi fenomeni culturali dei nostri tempi. Tanto che, ad esempio, il J?disches Museum di Berlino, progettato da Daniel Libeskind, ? stato visitato, ancora vuoto, da oltre 350.000 persone.5